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Ceratonia siliqua

Nome Comune: Carrubo

Famiglia: Fabaceae

Genere: Ceratonia

Descrizione Botanica ed Ecologica

La Ceratonia siliqua, comunemente nota come carrubo, è un grande albero sempreverde appartenente alla famiglia delle Fabaceae (sottofamiglia Caesalpinioideae), originario del bacino del Mediterraneo meridionale e delle regioni limitrofe dell'Asia occidentale. Si tratta di una specie dalla crescita estremamente lenta ma dotata di una longevità eccezionale, capace di superare i 500-700 anni di età. Nei contesti monumentali mostra un portamento maestoso e inconfondibile: il tronco, breve e robusto, negli esemplari plurisecolari diventa colossale, nodoso, costolato e spesso ricco di cavità e scanalature scultoree. Sostiene una chioma immensa, densa, globosa e fittamente ramificata, che si espande notevolmente in larghezza e può raggiungere i 10-15 metri d'altezza, proiettando un'ombra fitta e fresca. La corteccia si presenta di colore grigio-marrone, inizialmente abbastanza liscia, per poi fessurarsi superficialmente in piccole placche ruvide negli esemplari più vecchi.

Le foglie sono alterne, coriacee e paripennate, composte da 2 a 5 paia di foglioline obovate o ellittiche dall'apice arrotondato o leggermente incavato. La pagina superiore è di un verde scuro lucido e ceroso, mentre quella inferiore è più chiara e opaca; questa struttura fogliare spessa costituisce un perfetto adattamento xerofilo per limitare la perdita d'acqua durante le torride estati. La specie è prevalentemente dioica (con alberi maschi e alberi femmina distinti), sebbene non manchino individui ermafroditi. Una grande particolarità botanica del carrubo è la caulifloria: i fiori, piccoli, privi di petali e riuniti in racemi cilindrici eretti, compaiono alla fine dell'estate e in autunno (tra settembre e novembre) direttamente sul legno vecchio dei rami nudi e del tronco. Il frutto è la carruba: un grande legume (baccello) allungato, appiattito e indeiscente, lungo fino a 15-20 cm. Inizialmente verde, a maturità (che avviene nell'autunno dell'anno successivo) diventa bruno-nerastro, coriaceo e legnoso, contenente una polpa spugnosa, zuccherina e commestibile che racchiude i semi (i "carati", storicamente usati come unità di misura per l'oro grazie alla loro straordinaria uniformità di peso).

Dal punto di vista ecologico, il carrubo è un'essenza termofila e xerofila per eccellenza, componente fondamentale delle associazioni vegetali più calde della macchia mediterranea (come l'oleo-ceratonion). Esige un'esposizione in pieno sole e climi miti, mostrando una spiccata sensibilità ai geli intensi o prolungati, motivo per cui in Italia la sua presenza monumentale è concentrata nelle regioni meridionali, nelle isole e lungo le coste protette (splendidi i patriarchi millenari della Sicilia e della Puglia). Possiede un apparato radicale freatofito, eccezionalmente profondo ed esteso, capace di insinuarsi nelle fessure delle rocce calcaree alla ricerca di umidità. Tollera benissimo la siccità estrema, i venti salmastri e i suoli poveri, aridi, rocciosi e marcatamente calcarei, mentre rifugge i terreni compatti e i ristagni idrici. Gli esemplari monumentali di carrubo sono elementi storici e antropologici di inestimabile valore, testimoni di antiche economie rurali in cui i frutti erano fondamentali per il sostentamento del bestiame e dell'uomo.


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