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Ficus macrophylla

Nome Comune: Ficus magnolioide

Famiglia: Moraceae

Genere: Ficus

Descrizione Botanica ed Ecologica

Il Ficus macrophylla è un maestoso albero sempreverde appartenente alla famiglia delle Moraceae, originario delle foreste pluviali dell'Australia orientale ma perfettamente acclimatato nelle aree costiere e insulari del Mediterraneo. Nei suoi habitat d'origine può sfiorare i 50-60 metri d'altezza, mentre in Europa si attesta solitamente tra i 25 e i 30 metri, sviluppando però chiome di proporzioni gigantesche che possono coprire superfici di migliaia di metri quadrati. La specie è celebre per il suo apparato radicale eccezionalmente esteso e invasivo: dal tronco, breve e massiccio, e dalle grandi ramificazioni orizzontali, si dipartono vigorose radici aeree che scendono fino a toccare il suolo. Una volta interrate, queste strutture fungono da veri e propri fusti secondari di sostegno (colonne), allargando progressivamente il perimetro della pianta e conferendole un aspetto suggestivo e scultoreo. Alla base, il tronco principale è rinforzato da imponenti radici tabulari sinuose che serpeggiano sulla superficie del terreno per garantirne la stabilità.

Le foglie, alterne e sorrette da un robusto picciolo, sono grandi (fino a 30 cm di lunghezza), coriacee e di forma ovato-ellittica, somiglianti a quelle della magnolia (da cui l'epiteto macrophylla). Mostrano una evidente pagina superiore verde scuro e lucida, contrapposta a una pagina inferiore più chiara e spesso rivestita da una fine lanugine bruno-rossastra. Se i tessuti della pianta vengono danneggiati, emettono un denso lattice biancastro. Come in tutti i membri del genere Ficus, l'infiorescenza è racchiusa in un ricettacolo carnoso chiamato sicono (il comune fico); questi piccoli falsi frutti sono di forma sferica, virano dal verde-giallastro al porpora violaceo a maturazione e contengono i veri e propri minuscoli fiori. Dal punto di vista ecologico e gestionale, è una pianta spiccatamente eliofila e termofila, sensibile alle gelate prolungate. Nei contesti urbani storici in cui è stata inserita a fine Ottocento (come i celebri esemplari monumentali di Palermo e Cagliari), richiede ampi spazi di rispetto a causa dell'aggressività delle sue radici e della vulnerabilità dei pesanti rami orizzontali al fenomeno dello "schianto estivo", richiedendo interventi periodici di alleggerimento e supporti strutturali.


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