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Ulmus glabra

Nome Comune: Olmo montano

Famiglia: Ulmaceae

Genere: Ulmus

Descrizione Botanica ed Ecologica

L'Ulmus glabra, comunemente noto come olmo montano, è un grande albero caducifoglia appartenente alla famiglia delle Ulmaceae, originario di una vasta area che comprende l'Europa centro-settentrionale, la penisola balcanica, l'Appennino e l'Asia occidentale. Mostra un portamento imponente, con un tronco dritto e robusto che sostiene una chioma ampia, globosa, fittamente ramificata e decisamente ombreggiante. Negli esemplari monumentali e vetusti può raggiungere i 30-40 metri d'altezza, sviluppando fusti dal diametro considerevole. La corteccia si presenta inizialmente liscia e di un colore grigio-scuro argenteo; con l'avanzare dell'età, tende a fessurarsi longitudinalmente, formando placche opache e rugose, ma mantenendosi generalmente meno profondamente solcata rispetto a quella del parente olmo campestre.

Le foglie sono alterne, dotate di un picciolo cortissimo (spesso quasi invisibile perché nascosto dalla base della foglia); hanno una forma obovata o ellittica, con il margine marcatamente seghettato e l'apice che termina con tre punte accennate. Il tratto più caratteristico risiede nella base della foglia, che è fortemente asimmetrica, e nella consistenza della pagina superiore che, a dispetto dell'epiteto glabra (riferito invece ai rametti giovani), si rivela al tatto ruvida come carta vetrata. I fiori, piccoli, ermafroditi e privi di petali, compaiono all'inizio della primavera ben prima dell'emissione delle foglie, riuniti in fitti ciuffi rossastri. Il frutto è una samara: un piccolo achenio centrale circondato da un'ala membranosa rotonda, che assume una colorazione verde brillante prima di seccarsi e staccarsi per essere dispersa dal vento (dispersione anemocora).

Dal punto di vista ecologico, l'olmo montano è una specie microterma e moderatamente sciafila in gioventù, che predilige climi freschi, umidi e montani, trovando il suo habitat ideale nei boschi di latifoglie decidue, nelle forre e lungo i margini di torrenti, tra i 600 e i 1500 metri di altitudine. Esige terreni fertili, profondi, freschi e ricchi di sostanza organica. A differenza di altri olmi, non emette polloni radicali e si riproduce quasi esclusivamente per seme. Gli esemplari che riescono a raggiungere la monumentalità al giorno d'oggi possiedono un valore ecologico immenso, in quanto hanno dimostrato una straordinaria e genetica resilienza contro gli attacchi della grafiosi, una devastante malattia fungina trasmessa da insetti scolitidi che ha decimato i boschi europei nel secolo scorso.


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